Entanglement Quantistico o Correlazione Quantica – Un po’ di nozioni e storia della scienza

Oggi ti ripropongo un breve articolo su quello che viene anche definito in italiano fenomeno della “non-località”. Però oggi cercherò di portarti ad uno step di complessità in più, in riferimento alla teoria già brevemente illustrata nel precedente articolo dedicato.

Premessa: presta attenzione alle seguenti implicazioni alla luce dell’ipotesi che ho posto nell’articolo precedente, dove ti dicevo che tutto è connesso.

Ok, iniziamo…

Hai mai avuto la sensazione di essere osservato?

Hai mai avuto la sensazione che qualcuno potesse leggerti nel pensiero? Magari semplicemente un tuo amico, al quale ti capita di dire “sai che stavo pensando la stessa cosa?”.

Ti è mai capitato di ricevere un messaggio e, prima di leggere il mittente, indovinare intuitivamente chi potesse essere?

Semplicemente queste (poche) cose che ti ho elencato, quando accadono, le ritieni curiose o poco più, a meno che tu non sia più intellettualmente vigile rispetto alla media. Tra queste cose che ti accadono ci sono quelle che Jung chiamerebbe “sincronicità“, e che tu chiameresti semplicemente “coincidenze”.

Ecco, Jung spiega che questi “eventi sincronici” appartengono ad un sistema ben più vasto. Il buon vecchio Carl Gustav si riferisce ad un insieme nel quale appunto si verificano eventi che in realtà sono a-casuali (cioè avvengono contemporaneamente PUR NON essendo tra loro legati da un nesso causa-effetto) ma, per un qualche motivo (spesso dettato da chi vede ed interpreta la propria realtà), si trovano legati da un rapporto di analogo contenuto significativo. (Questa è una semplice definizione che trovi anche su Wikipedia).

Ebbene, cosa c’entra ora Jung con la correlazione quantica? Ti starai chiedendo. In realtà, è molto semplice! Quello che “per caso” avviene in modo significativamente vicino nel tempo e, sempre “per caso”, risuona intuitivamente collegato da un qualcosa (da un contenuto), è la manifestazione pratica della correlazione quantica!

La teoria della sincronicità NON ha validità scientifica, bensì psicologica! Tuttavia, presso la comunità scientifica, il problema interpretativo sollevato dalla correlazione quantica mise da una parte l’interpretazione di Copenaghen e dall’altra Erwin Schrödinger, con il suo famoso paradosso del gatto di Schrödinger (discussione che ha ampiamente scervellato anche filosofi). Tanto che fu proprio ili fisico austriaco stesso a parlare di “entanglement” nel 1935, durante una critica mossa all’interpretazione di Copenaghen. Di fronte a ciò, concorderai con me che dev’essere molto complesso a livello teorico esprimere questo fenomeno, che parrebbe essere assolutamente in contraddizione con la relatività classica.

Ma, andiamo avanti…

Dal 1935 ad oggi, la fisica ha fatto grossi passi avanti e gli studiosi sono sostanzialmente arrivati a dire che l’Universo altro non è che “un grande scenario in cui tutto è direttamente e intimamente interconnesso. Un luogo in cui il cambiamento di un singolo sistema implica il cambiamento degli altri.” (Il Potere del Cervello Quantico – Italo Pentimalli, J.L.Marshall)

Ma gli scienziati come ci sono arrivati? Prendi un atomo. Un atomo è l’unità semplice costituente materia. Ogni atomo, per come lo conosciamo anche dalle scuole medie, ha un nucleo centrale dove si trovano protoni (elementi a carica positiva) e neutroni (elementi privi di carica) e degli orbitali attorno, sui quali “corrono” gli elettroni (elementi a carica negativa). Infine, devi sapere che ogni elettrone ha un senso di rotazione, oltre alla rotazione attorno al nucleo! Un po’ come il Pianeta Terra che ha una rotazione attorno al proprio asse, ed una rotazione attorno al Sole. Ecco, il senso di rotazione dell’elettrone attorno al proprio asse lo chiamiamo spin, e può essere positivo o negativo.

Ok, allora immagina di prendere l’atomo e di separarne i suoi elettroni.

A questo punto immagina di allontanarli fra loro di una distanza indefinita.

Qualunque sia la distanza, se ora inverti lo spin di uno dei due elettroni, l’altro cambia “autonomamente” il proprio spin a sua volta.

Questa è la spiegazione un po’ più precisa dell’entanglement. Cosa è successo? E’ successo che i due elettroni che hai separato, appartenevano allo stesso sistema iniziale, perciò, da quel momento in poi qualunque cambiamento subisca uno dei due, istantaneamente avverrà un cambiamento anche nell’altro.

Quindi:

  • Sincronicità, eventi collegati ma non da un nesso causa-effetto (ti sei distratto e hai fatto cadere il bicchiere)
  • Elementi separati da uno stesso sistema iniziale continuano ad influenzarsi anche a distanza

Adesso, già inizi a comprendere anche tu quale possa essere l’implicazione pratica immagino…

E dunque, in modo indiretto, gli scienziati hanno anche dimostrato che esiste un certo tipo di “informazione” (come quella che porta con sé il “verso” nel quale un elettrone gira intorno alla sua particella)… che in qualche modo “viaggia” nell’universo a una “velocità” SUPERIORE a quella della Luce.

italo pentimalli, j.l.marshall

Questa volta è un po’ più lungo l’articolo e non è ancora finito, il terzo step lo farò in un articolo successivo, per non annoiarti troppo.

Nel frattempo ti lascio anche una cosina interessante da guardare! In questo articolo abbiamo parlato di materia, ma ti sei mai chiesto cosa sia l’anti-materia? Suggerimento: è un po’ come l’altra faccia della medaglia.

Per approfondire un po’ circa il gatto di Schrödinger:

Ma tornando seri un attimo:

Buon approfondimento!

Enjoy the Journey!
Samsara

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