SPECIALE – EQUINOZIO DI PRIMAVERA 2022

Come accennavo nell’articolo sul plenilunio in Vergine, l’Equinozio di Primavera è un momento molto importante dell’anno. Una data che come altre, ad esempio il 31 ottobre, funge da portale di passaggio verso una trasformazione sottile.

Si rinnovano le energie in queste fasi, ma l’equinozio di primavera nella fattispecie ha la caratteristica (come il suo speculare equinozio d’autunno) di avere una durata del giorno pari a quella della notte. Un giorno dell’anno in cui risuona forte il concetto di equilibrio e di come questo sia necessario per la rinascita.

Rinascita di cosa?

Le radici delle piante rimangono silenti, protette dal manto invernale, ma questo non vuol necessariamente dire che la pianta sia morta, semplicemente vuol dire che sta dormendo. Lo stesso fanno moltissimi animali, vanno in letargo. Entrare in una fase di dormienza permette di lasciar sedimentare alcune cose e recuperare energie.

Anche l’essere umano appartiene alla classificazione animale, perciò anche l’essere umano rinasce da un letargo. Per la vita frenetica che conduciamo oggi non ne siamo poi così consapevoli, o almeno non tutti. Ma a rinascere è qualcosa in noi, la nostra energia vitale, dopo qualche mese di silente riposo interiore.

Mi permetto di aggiungere anche una piccola riflessione personale a tal proposito: tanto più è il materiale pesante lasciato andare durante il riposo animico invernale, tanto più forti le allergie o in generale gli acciacchi del cosiddetto “cambio stagione”. Anche il corpo si rinnova di conseguenza.

Per tutte le culture antiche l’equinozio di primavera ha in sé il concetto di Resurrezione.

Per gli Egizi è il momento in cui Iside riesce a riportare in vita il marito Osiride. La sfinge di Giza è il monumento legato a questa celebrazione, il suo sguardo infatti volge verso il Sole che sorge nel giorno dell’equinozio di primavera.

Nel mondo ellenico in questo periodo si celebrava la festa della resurrezione di Adone, un dio assiro-babilonese che dimorava per sei mesi all’anno negli inferi. Durante l’equinozio si celebrava la sua risalita dagli inferi appunto, per merito della sua sposa Isthar. E questo ricorda molto il mito di Demetra e Persefone. Con la giovane Persefone che proprio con il suo ritorno sulla terra dei viventi, segna l’inizio della primavera.

Solo con questi due miti ci terrei a sottolineare come sia fondamentale appunto l’equilibrio per permettere la rinascita. Senza l’insieme di principio femminile e principio maschile, senza la forza unificatrice dei due, forza che risiede nell’Amore, la resurrezione NON è possibile.

La ri.nascita è possibile proprio in virtù dell’unione dei due elementi ala base della Vita. Shiva e Shakti si uniscono, permettendo la manifestazione del Divino. Questo Divino risiede in ognuno di noi e non va ricercato all’esterno.

Anche in Messico, in questo giorno, si celebra la resurrezione del Dio Hum Hunahpu, Dio del Mais. In suo onore è stato costruito un tempio, cosiddetto tempio del serpente piumato, perchè il monumento è costruito in modo che, proprio nel giorno dell’equinozio, il Sole scendesse lungo nove gradini. L’effetto visivo che ne deriva ricorda proprio la forma di un serpente (peraltro rappresentazione frequente nell’arte antica).

Infine, come non citare la Pasqua cristiana, la Resurrezione cristica, la quale si celebra sempre la prima domenica dopo la prima luna piena che segue l’equinozio di primavera.

E anche il Cristo, dopo esser risorto, la prima persona a cui si manifesta è la Maddalena. Ecco di nuovo il principio femminile accanto a quello maschile…

Ma anche questa tradizione cristiana, come praticamente tutte le altre, ha derivazione pagana. I celti, infatti, celebravano in questo momento la dea Eostre.

La resurrezione non può avvenire senza che la Luce incontri l’Ombra; non si rinasce dopo la Morte, ma mentre si è in Vita:

Se non si resuscita prima mentre si è ancora in vita, morendo non si resuscita più“.

EMANUELA PACIFICI

Luce e Buio, Dea e Dio, Yin e Yang, Maschile e Femminile, chiamiamoli con qualunque nome ma sono loro che assieme in equilibrio permettono la nostra rinascita.

Questi due elementi coesistono in noi e solo quando riusciamo ad abbandonarci a ciò che siamo e accettiamo la frammentarietà in cui ci troviamo, riusciamo a sentire vivo in noi l’unità e l’unicità che siamo.

Siamo Uno e apparteniamo al Tutto.

Buona rinascita!

Enjoy the Journey!
Samsara

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